Pomeriggio conviviale nella Settimana del Bambino
Lunedì 5 ottobre 2026, i bambini della seconda classe e i loro genitori hanno vissuto un pomeriggio speciale alla riscoperta del dialetto isolano. L'incontro è iniziato con un bellissimo confronto tra i giochi del passato e quelli di oggi, in cui sono emersi il gioco delle “scinche”, il nascondino, il tiro della fune, il salto con l’elastico e con la corda, le scampagnate in bici, le costruzioni con i primi mattoncini Lego di legno, i giochi con le bambole, la preparazione dei biscotti e altre attività che facevano divertire i piccoli senza la tecnologia moderna.
Subito dopo, grandi e “pici” hanno scoperto e recitato antiche conte, come «Ale bombe del canon». Divisi in due gruppi, i bambini, le mamme e i papà si sono messi in gioco con due diversi giochi animati e cantati: «El cordon de San Francesco» – gioco un tempo preferito dalle “putele che le dava o ciapava un baseto” – ed «El frate ga perso le savate», adatto ai “putei che i sercava sempre qualcosa che i gaveva perso per strada”.
Dopo una sfida vivace a colpi di scioglilingue («Cosa cori che te cori...», «Se se senta su sui spini...») tra genitori e figli, tutti i partecipanti si sono impegnati a risolvere degli indovinelli in dialetto che hanno messo alla prova il loro ingegno.
L’attività ha inoltre offerto un importante spunto di riflessione: analizzando termini come putela, savate e zogar, gli alunni hanno capito che il dialetto è una ricchezza culturale preziosa. Per concludere, ogni coppia genitore-figlio ha scritto e illustrato una "parola da salvare", dando vita al bellissimo albo di classe: “Le parole che no volemo perder”.
Un sentito ringraziamento a tutti per aver reso questo incontro un indimenticabile momento di condivisione intergenerazionale.

