In classe prima non si imparano soltanto le lettere, i numeri e le prime parole. Si impara anche a stare insieme, ad ascoltare, ad aspettare il proprio turno, a chiedere aiuto, a rispettare una consegna e a trovare, poco alla volta, il modo più adatto per esprimere ciò che si prova.
I bambini arrivano alla scuola elementare con esperienze, abitudini e livelli di autonomia diversi. Per questo, soprattutto nei primi mesi, tante piccole azioni della giornata diventano vere e proprie occasioni di apprendimento.
Imparare a fermarsi prima di parlare, mantenere l'attenzione durante una breve attività, aspettare il proprio turno o portare a termine una consegna non sono capacità che si possono semplicemente pretendere: sono competenze che si costruiscono gradualmente, attraverso la pratica, le routine, il gioco e la guida dell'adulto.
Anche le attività più semplici possono contribuire a questo percorso. Memorizzare una breve filastrocca, per esempio, non significa soltanto imparare alcune parole a memoria. Il bambino deve ascoltare, concentrarsi, ricordare una sequenza, ripetere, rispettare il ritmo e, poco alla volta, recitare con maggiore sicurezza. Le filastrocche diventano così un piccolo allenamento quotidiano per la memoria, l'attenzione, il linguaggio, la capacità di ascolto e la sicurezza nell'esprimersi davanti agli altri. E quando vengono accompagnate da gesti, movimenti o immagini, coinvolgono anche il corpo e rendono l'apprendimento ancora più significativo.
In prima classe ogni piccolo traguardo conta: riuscire a ricordare una frase in più, aspettare il proprio turno, ascoltare fino alla fine una consegna, ripetere una filastrocca insieme ai compagni, chiedere aiuto nel modo giusto.
Sono conquiste che possono sembrare piccole, ma che giorno dopo giorno aiutano i bambini a diventare sempre più autonomi e consapevoli.
Perché crescere a scuola significa anche imparare, un passo alla volta, a conoscere se stessi, a stare con gli altri e a scoprire tutto ciò che si è capaci di fare.

