Il 23 settembre, in occasione della Giornata internazionale delle lingue dei segni, gli alunni della prima classe hanno vissuto una piccola esperienza per capire quanto sia importante poter comunicare e quanto spesso si dia per scontato l’uso della voce.
Per cinque minuti la voce è andata in vacanza: niente parole, ma solo mani, occhi, gesti ed espressioni del viso per chiedere, rispondere e farsi capire.
Prima di iniziare, i bambini hanno imparato alcuni semplici segni della Lingua dei Segni Italiana (LIS): ciao, per favore, grazie, scusa e aiuto. Poi è iniziata la sfida.
Chiedere una matita, ringraziare un compagno, chiedere aiuto o semplicemente salutare senza pronunciare una parola non è stato così semplice come sembrava. Qualcuno cercava di parlare lo stesso, qualcuno rideva, mentre altri si impegnavano per trovare il modo giusto per farsi capire.
Sono stati solo cinque minuti, ma sono bastati per capire che comunicare non significa soltanto parlare. Si può comunicare anche con le mani, con gli occhi, con il viso e con tanti altri modi.
Un piccolo gioco che ha lasciato un messaggio importante: quando non si riesce a comunicare come si è abituati, servono soprattutto attenzione, pazienza e voglia di capire l’altro.
Autore: Ins. Dapiran

